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venerdì 2 marzo 2018

Settore Giovanile Asd Arteniese, si riparte con la fase primaverile

Bruno De Monte
E' tempo di tornei primaverili, anche se il tempo ultimamente fa i capricci! Dopo la pausa invernale il 3 marzo ricominciano i tornei dei Settori Giovanili e anche l’Arteniese riprenderà a pieno ritmo. Non che durante l’inverno ci si sia riposati – perché l’attività è proseguita comunque, tra allenamenti al chiuso e partite amichevoli. Ma come si svolge l’attività delle squadre giovanili? E quanti tesserati conta l’Asd Arteniese? Abbiamo fatto qualche domanda al Responsabile del Settore Giovanile, Bruno De Monte, anche per spiegare a tutti i tifosi e alla comunità quanto sia importante investire nelle squadre del settore giovanile e quanto questo sia un obbiettivo fondamentale per la società. Ecco a voi l’intervista!


Come è composto il Settore Giovanile e Scolastico dell’Asd Arteniese?Il Settore Giovanile Scolastico dell'Arteniese è composto dal Settore Giovanile di Base e dalla Leonardo Calcio. In particolare il SGB conta 60 ragazzi di età compresa tra 5-12 anni, di cui 40 residenti ad Artegna e 20 provenienti da fuori comune (Gemona, Montenars, Magnano e Tarcento) che sono tesserati e svolgono attività con A.s.d. Arteniese. Per quanto riguarda invece i ragazzi tra i 13 e i 18 anni, sono una trentina, di cui 20 residenti ad Artegna e 10 provenienti da Gemona, Montenars, Magnano e Trasaghis che sono invece tesserati e svolgono attività con le società della Leonardo Calcio (Buiese, Gemonese e Treppo Grande). 






Come si svolge l’attività delle categorie di base?
L'attività delle categorie di base che si svolge da settembre a maggio è organizzata come segue: gli Esordienti (11-12 anni) e i Pulcini (9-10 anni) svolgono 2 allenamenti alla settimana (lunedì e giovedì) dalle 17.30 alle 19.30 più la partita di campionato (ottobre-dicembre fase autunnale, marzo-maggio fase primaverile) il sabato pomeriggio. I Primi Calci (7-8 anni) e i Piccoli amici (5-6 anni) si allenano invece il martedì e il venerdì, dalle 17.00 alle 18.15 più i raduni (n.2 nella fase autunnale e n.5 nella fase primaverile).
Ci sono distinzioni tra stagione autunnale e primaverile?
L'attività dei bambini 9-12 anni è uguale per l'intera stagione sportiva, mentre per i bambini 5-8 anni l'attività si svolge nella bella stagione sul campo principale dell'impianto sportivo, in inverno si sposta presso la palestra delle scuole di Artegna.

 Quali sono i materiali che da in dotazione la società al momento dell'iscrizione?
Al momento dell'iscrizione ai ragazzi viene consegnato un kit che comprende tuta di rappresentanza, tuta allenamento, completo estivo, kway e borsone per i bimbi dai 7-12 anni; tuta allenamento, completo estivo, kway e zainetto dai 5-6 anni. 
Quando si svolgono le partite? Le "trasferte" sono molto lontane? 
Le partite di campionato delle categorie Esordienti e Pulcini si giocano normalmente il sabato pomeriggio con trasferte in tutta la provincia di Udine, mentre nelle categorie Primi Calci e Piccoli Amici i raduni si giocano sabato pomeriggio o domenica mattina in località comprese tra Udine e Tolmezzo;
Oltre ai tornei Figc, vengono organizzate anche partite amichevoli o altri tornei? 
L'attività delle categorie Esordienti e Pulcini sono completate con l'organizzazione di partite amichevoli e la partecipazione a tornei di carattere provinciale organizzati dalla nostra o da altre società. Tra l’altro l’A.s.d. Arteniese organizza a settembre un torneo Pulcini (Torneo Bcc)  e a maggio un torneo Esordienti (Memorial Elio Buzzulini).

In che cosa consiste il "campus" che di solito si svolge a settembre? 
La nostra società, per iniziare l'attività dei ragazzi nel migliore dei modi, organizza a inizio settembre un Campus Estivo che normalmente si svolge presso altri impianti sportivi (Stalis di Gemona, Montenars). L'attività del Campus include l'intera giornata, per un periodo massimo di 3/4 giorni.


Quanto è importante investire sul Settore Giovanile e Scolastico per la Società?
I programmi della società sono quelli di far crescere i ragazzi dal punto di vista calcistico ma anche da quello dell'educazione e del rispetto di tutte le persone coinvolte nell'attività che siano allenatori, dirigenti o giocatori avversari di conseguenza l'augurio è quello di riuscire a perseguire i nostri intenti e nel contempo dare un futuro alla nostra società.


mercoledì 25 giugno 2008

Intervista al presidente (uscente?) Marangoni

Allora press, con la Seven Cup dello scorso week end si chiude la stagione: qual è il bilancio bilancio?
Direi un bilancio più che positivo, nonostante ciò che i pessimisti dicono in giro. Dal punto di vista sportivo si chiude un’annata dove abbiamo raggiunto gli obbiettivi prefissati sia con la prima squadra che con il settore giovanile; dal punto di vista del bilancio stiamo lavorando per un pareggio che sarebbe davvero clamoroso visto tutte le sventure che abbiamo vissuto. Ce la faremo.
Con la stagione si chiude anche il tuo mandato e quindi quello del consiglio direttivo: quali prospettive ad oggi?
Si è vero, si chiude un mandato di quattro anni, ai quali aggiungo anche il biennio precedente; sei anni di lavoro nei quali è successo davvero di tutto. Per fortuna sono più le cose belle di quelle meno belle; siamo partiti in terza categoria, pieni di debiti, senza un campo sportivo, con il settore giovanile ai minimi termini. Guardando indietro dico che abbiamo sicuramente migliorato lo stato dell’Associazione, anche se ora siamo un po’ stanchi e mi sento di aggiungere che a livello dirigenziale c’è bisogno di gente nuova, motivata, che abbia entusiasmo e idee; bisogna “svoltare”!!! Per fortuna ci sono nuove persone che si sono avvicinate e che si sono proposte e che andranno a integrare o sostituire l’attuale dirigenza: benvenuti!!!!
Stai quindi pensando ad un disimpegno?
No, direi di no! Io mi metto a disposizione della nuova dirigenza; adesso organizzeremo le nuove elezioni e al più presto nomineremo tutte le cariche societarie. Stò pensando ad una lista, dove comunque io non mi candiderò come presidente; c’è un candidato autorevole, un arteniese doc, insieme a parecchie altre persone. Io mi metto a disposizione, come al solito, dell’arteniese. Non importa che io ci sia o no, l’importante è sempre e solo il bene dell’Arteniese; questo mi stà a cuore.
Quanto è grave la perdita del D.S. Marco Cimenti?
Gravissima direi; non nascondo che quando me lo ha detto mi sono sentito mancare la terra sotto i piedi. Marco ha deciso di fermarsi dopo tanti anni nel calcio, e rispetto la sua scelta anche se il dispiacere di non averlo più al mio fianco e davvero grande.
Tu dici che si fermerà, ma voci di corridoio lo danno DS all’Ancona…
Beh, questo dovresti chiederlo a lui… e comunque dovesse essere io con Marco ho lavorato davvero bene. E’ stato davvero un quadriennio dove, aldilà di un indiscutibile impegno economico da parte sua, abbiamo vissuto tante cose e preso tante decisioni; è raro trovare qualcuno con cui condividerle a tale livello. Se dovesse decidere di andare da un’altra parte sarei dispiaciuto, ma non cambierebbe di una virgola il mio giudizio di lui e né ciò che ha fatto a Artegna.
Il calcio mercato è già attivo: in questa fase di transizione chi se ne stà occupando?
In attesa di nominare un nuovo DS me ne stò occupando io; è un lavoro davvero duro, anche perché dovranno arrivare parecchi giocatori.
Chi sarà il nuovo allenatore, visto che sapevamo già che il ciclo di Mister Cumin era esaurito?
Ringrazio pubblicamente Mister Cumin Rudi per il suo lavoro e gli auguro le cose più belle in quel di Mariano. Per quanto riguarda noi, il Mister sarà Cleto Polonia; aveva altre offerte, ma ha scelto noi e ne sono fiero. Stiamo costruendo la squadra insieme, si lavora con entusiasmo.
Chi viene e chi và: puoi dirci qualcosa?
Al momento stò cercando di parlare con tutti. L’unica certezza è che dovremo rinunciare a Nicola Alessio; ne sono molto dispiaciuto. Probabilmente ci saranno altri giocatori che ci lasceranno; alcuni hanno offerte importanti altri per voglia di cambiare, altri per paura del cambiamento, perché quest’anno dovranno cambiare molte cose. La cosa che mi sento di dire è che saremo comunque competitivi. E’ un auspicio e una promessa. Ci saranno dei nuovi arrivi, nomi non ne faccio perché fino al primo luglio non si può firmare nulla quindi preferisco parlare con le firme in mano…
Qualcuno ti ha deluso?
Ma no dài, deluso no. Però un po’ di amarezza certi discorsi che ho sentito te la lasciano… ma non importa, è la vita. Io continuo a credere che l’Arteniese sia diversa, e continuerò a lavorare perché questo sia sempre un gruppo nel bene e nel male. Stiamo attraversando un momento di grandi cambiamenti e quindi anche di difficoltà che comunque non abbiamo mai cercato di nascondere; si dice che gli amici si vedano nel momento del bisogno e quindi ora vedremo. Ecco, forse l’amarezza viene da questo, dal fatto che da qualcuno mi aspettavo un “press mi fermo qui con voi comunque vada” senza per questo voler dare lezioni di morale a nessuno s’intende, che ci vuoi fare, sono un romantico ma è quello che sento e che vorrei aver trasmesso a chi è stato qui. Probabilmente sono fermo ai miei tempi, un po’ fuori moda direi… ma sono fatto così… (Una sviolinata te la faccio: non cambiare modo di vedere il calcio sennò mi offendo!!!, ndr)
C’è qualcuno invece che ti ha sorpreso in positivo?
Si, per fortuna si, e questo mi rincuora… vuoi sapere chi? Non te lo dico, aspetta settembre leggi la formazione e capirai; sarà piena zeppa di amici…

giovedì 27 marzo 2008

Le Interviste: Il Mister

Dopo molto tempo sono riuscito finalmente a mettere in pratica un desiderio che avevo dallo scorso campionato, intervistare Mister Rodolfo Cumin. Ringrazio Max per avermi aiutato a sottoporgli questa serie domande e allo stesso tempo ringrazio il Mister per la disponibilità.
Come trova l’ambiente Artegna?
Come tutti gli ambienti, ne più ne meno: quando vinci passi sopra tutto, quando perdi anche il minimo ostacolo viene notato ed ingigantito. Racconto un aneddoto, relativo al finire della scorsa stagione. A promozione ottenuta senza farmi trascinare da ovvi entusiasmi, avevo deciso di lasciare, comunicandolo al presidente, immaginando che i rapporti con qualcuno si sarebbero guastati nella stagione successiva, cosa che è puntualmente avvenuta, con tre partenze sofferte, almeno da parte mia, in questo senso l’assenza di un cuscinetto come Andrea De Monte questo anno è stata deleteria, credo che sia costata tra i 3 e i 5 punti in classifica.
Prima di lei c’è stato un mister appassionato di pittura, oltre al calcio quali sono le sue passioni?
La mia passione è la storia, scrivo, leggo, mi documento. Presto, entro l’estate, usciera un mio nuovo lavoro.
Nelle molte squadre che ha allenato, ha mai trovato momenti di difficoltà?
Sempre, anche negli anni migliori sono passati sotto qualche difficoltà, più o meno grandi.
Quali sono i giocatori escludendo a priori quelli dell’attuale rosa che sta guidando, che l’hanno più impressionata?
Quelli che si allenano, non si lamentano mai, quelli insomma che hanno mentalità. Da un punto di vista tecnico tattico ho sempre avuto un ottima considerazione per Luca De Monte e la sua partenza, di cui mi reputo assolutamente responsabile, si è fatta sentire. La cosa che di più mi è dispiaciuta è che non è venuto mai a parlarmi per manifestarmi il suo malumore, così come nessuno mi aveva comunicato nella partita di Magnano che lui ci teneva essendo un ex
avvelenato: lo avessi saputo forse (forse sottolineato particolarmente, ndr) mi sarei mosso diversamente.
Ha un modulo preferito o adatta il suo modo di giocare alla rosa a disposizione? Dipendesse da me attuerei sempre il 4-3-3, ma forse nei dilettanti è il più difficile da attuare, nonostante, paradossalmente, sia il più geometrico.
Oltre al semplice allenamento, quale ruolo deve avere un allenatore all’interno di un gruppo di adulti?
Prevenire i momenti di difficoltà, legati non tanto ai risultati ma agli umori negativi di chi non gioca.
E per quanto riguarda il settore giovanile?
L’allenatore del settore giovanile è molto più importante di quello della prima squadra, rivestendo un poliedrico ruolo di educatore, istruttore, psicologo, in parte genitore e allenatore.
Secondo lei qual è la dote fondamentale di un allenatore?
Competenza e coerenza.
Quale consiglio darebbe ad un suo giocatore che volesse intraprendere la strada dell’allenatore?
Di non ricercare a tutti i costi amicizia, simpatia, diplomazia ma di essere sempre se stesso, di farsi stimare per la sua onestà
Quale squadra di questo campionato l’ha maggiormente impressionata?
Il Lavarian Mortean dell’andata.
L'allenatore professionista migliore e quello peggiore e perchè?
L’allenatore dilettante si muove in un mondo che in tutto e per tutto copia il professionismo, senza la possibilità di allenarsi ogni giorno e per giunta nell’orario di lavoro. Lasciamo stare il discorso economico, tanto è ovvio: credo che molti allenatori professionisti se fossero partiti da quaggiù non sarebbero mai arrivati lassù.

giovedì 7 giugno 2007

Intervista a Sandro Comini

Se sono riuscito a fare questa intervista, devo ringraziare moltissimo Sixty: non dico altro, lascio spazio alle parole.
Segui ancora le vicende dei Biancoazzurri?
L'Arteniese é entrata nella mia vita ancor prima che io ne facessi parte come calciatore. Mio papà ne é stato Presidente/allenatore negli anni in cui io ancora giocavo nelle giovanili dell'udinese e, se ben ricordo, nella allora Cumini Tricesimo, non vorrei sbagliarmi ma credo attorno al 1972/73. Allora a casa mia non si parlava d'altro che dell'Artegna: mio padre, che era un signore, dava tutto se stesso alla squadra del suo paese e mia mamma, venuta a mancare nel '73, raccoglieva in un album tutti gli articoli del messaggero veneto che riguardavano gli incontri, le vicende e i successi dell'Arteniese. Anche se molti anni sono passati, non ho mai dimenticato la passione che l'intera mia famiglia - in particolare il rimpianto zio Bepi - nutriva per la squadra di calcio dell'Arteniese. E' un gesto naturale per me, ogni lunedì mattina al caffé, andare alla pagina sportiva dei risultati per vedere cosa ha fatto l'Arteniese, chi ha segnato e la sua posizione in classifica. Questo campionato, veramente e fortunatamente, é stato a senso unico e devo dire che ho seguito con partecipazione questo trionfo, anche attraverso le notizie di mio cugino Piero che é uno dei dirigenti (nonché vecchio portiere di emergenza ) della squadra.
In che annate hai giocato? Ruolo?
Ho ricordi un pò confusi degli anni nei quali ho giocato con l'Arteniese, anche se la considero la squadra del mio cuore. Questo é dovuto sicuramente a due avvenimenti: la scomparsa di mia madre, da una parte, perché ha segnato le vicende della mia famiglia e, di conseguenza, anche quelle di mio padre che in seguito decise di lasciare il suo incarico di Presidente/allenatore.
Dall'altra, il terremoto del '76, perché proprio la notte del 6 maggio ero con i miei compagni a fare allenamento nel campo, e allora andai in prestito alla Buiese, mi sembra per una anno, e poi ritornai ad Artegna dove giocai credo per altri 5 anni, almeno lì attorno. Giocavo prevalentemente tornante sulla destra: delle volte anche al centro.
Chi ricordi di quei tempi?
Di quei tempi ricordo tantissimi compagni. Li dividerei in due fasi: i vecchi del "pre- terremoto",
i Siri, i Ferigo,i due fratelli Menis e il loro cugino Pierantonio... per intenderci, quelli che erano un pò più vecchi di me quando io ero ancora relativamente giovane. E poi quelli del dopo '76, Vanni Lizzi - un esempio per tutti in professionalità e correttezza - Fortunato, e poi le giovani leve del vivaio come Sandro Goi, Piero Siega, Valentino Adotti, Dario Ermacora mio cugino Piero Jacuzzi (ne dimentico senz'altro tanti...).
Però i ricordi più intensi si legano a due nomi: quello di Roberto Copetti, con il quale ho condiviso, oltre a tanti momenti felici fuori e dentro il campo, il dramma del terremoto: quei drammatici momenti lì, pancia in giù sul terreno, mentre la terra ondeggiava sotto di noi...e poi con la cinquecento di Roby attraverso i campi a cercare di arrivare alla statale per avere notizie dei nostri cari... sono cose indescrivibili. E poi il ricordo veramente riconoscente e affettuoso é quello dell'allenatore per eccellenza della storia dell'Arteniese: Carlo Merluzzi.
Ricordo che quella notte del 6 maggio era lui che ci allenava e, alle prime scosse, ci portò al centro del campo e ci disse di metterci tutti giù a terra... sembrava il coprifuoco. Ma, al di là di quello, sinceramente credo che Carlo come nessun altro abbia dato anima e corpo alla società e ne rappresenti l'esempio più alto e pulito.
Chi è il giocatore più forte con cui hai mai giocato?
Il giocatore più forte con cui ho giocato? Beh, ne ricordo tanti nei vari ruoli: dietro sicuramente il grande libero Vanni Lizzi, classe modestia e sicurezza. Al centro, dopo il mitico Siri, direi Copetti per saggezza e continuità di regia. Davanti, anche se era un tipo veramente strano, ricordo quel mancino di Riva che, arrivato da Buia, ci toglieva sempre le castagne dal fuoco con i suoi gol...
Ci racconti qualche aneddoto?
Di aneddoti ricordo quando, alla fine di una partita, Tonino Menis negli spogliatoi, a chi gli chiedeva come aveva fatto a sbagliare quell'occasione di testa sotto porta, in un contrasto con l'avversario, rispose : "O hai vut come une obnubilasion..."
Se sei riuscito a seguire la bella annata 2006/07, quale delle vostre canzoni (F.C.T.) meglio si adatterebbe all'annata?
Delle mie canzoni, quella che si adatterebbe meglio all'annata della promozione é "Quando vince la nazionale": potrebbe capitare che uno dell'Arteniese (di adesso) becca la morosa che tromba con un altro, ma la perdona perché la sua squadra é stata promossa!
Una curiosità che mi accompagna da tempo: come sono nati i F.C.T.?
F.C.T sono nati in 2 tappe: la prima, quella F.C., a Venezia, dove io e Frizzi iscritti ad Architettura, cominciammo a comporre e cantare assieme i primi pezzi; la seconda, poco dopo, quando il Tonazzi, subodorando le doti dei 2 ( Frizzi lo conosceva già, me solo di vista e pensava che fossi finocchio...) si mise assieme a loro, e poi la storia é un pò nei nostri album...
Se non sbaglio vi accomuna la passione per il calcio: per chi tifate?
Non é che siamo "tifosi" nessuno dei 3: diciamo che Tonazzi é arrivato al calcio "maturo", per cui ha ancora molto da scoprire (non a caso é quello dei 3 che ancora gioca) a Massimo e a me piace il calcio "giocato" perché siamo sempre stati dei virtuosi.
Cosa hanno in comune musica e calcio?
Musica e calcio hanno in comune il divertimento, la creatività e il gioco di squadra: se in una squadra, così come in un trio, manca l'affiatamento nel gioco (e nei pezzi) si sente subito... se poi si fa musica e si gioca insieme allora é fantastico!
Quale potrebbe essere lo slogan migliore per l'Arteniese?
Avevo provato, tempo fa, sollecitato da mio cugino Piero, a scrivere un inno per l'Arteniese...te lo giro così magari facciamo un pre-sondaggio, raccogliendo osservazioni e spunti, così magari per il prossimo campionato in 1a lo possiamo completare e ufficializzarlo..."Alé Pignos, Alé " come ritornello non sarebbe male...alla musica ancora non c'ho pensato, va béh...
Quanti passi doppi (Calcistici) hai fatto nella tua carriera?
I passi doppi, purtroppo, sono solo un ricordo lontano...adesso di doppio mi faccio un caffé se devo star sveglio per ideare una campagna, c'ho un pò di doppio mento, scrivo qualche battuta con un doppio senso...ogni tanto mi piacerebbe avere una doppia vita, ma non ditelo a mia moglie!
Cosa ha pensato Tonazzi quando Frizzi ti ha presentato?
Tonazzi, pensando che io fossi un pò culo per i miei modi raffinati e il mio vestire ricercato, si é premunito venendo al primo incontro con un paio di mutande con rinforzo...si é comunque in breve dovuto ricredere sulle mie tendenze e i miei gusti in fatto di sesso...
Il calcio ti ha dato spunto per qualche canzone del Trio?
Oltre a "quando vince la nazionale" ricordo "l'arbitro di 3a categoria" ( da alcuni nostri estimatori considerato un capolavoro minimalista ) e la "canzone di Nicolella ", dedicata al mitico Geppo allora ( parliamo del 1976 ) terzino della Buiese - io ero in prestito dall'arteniese - la prima strofa cominciava così : " Quando la palla arriva a lui, vengono i brividi ". All'inizio Geppo minacciava querela, ancora adesso se ci incontra ci chiede di cantargliela...
Perchè Tonazzi gioca ancora, Frizzi lo fa ogni tanto e te non ti si vede più sui campi?
Ho già spiegato: Tonazzi ha ancora tanto da chiedere ( non so quanto da dare...) al calcio; Frizzi si é un pò appesantito con gli anni, ma la classe non é acqua. Io, che sono quello che ha dato di più ( e continua a dare ) in tutti i sensi, pago un pò il dazio...ma se mi capita di far due tiri, non sono proprio ancora da buttare.

Forza Arteniese!!!

giovedì 31 maggio 2007

Dieci Domande al Direttore Sportivo Cimenti

Questa intervista me la sono sudata, stessa cosa per il protagonista in quanto solo lui sa quanto gli ho triturato le scatole per farmi rispondere...
Una parola per descrivere la stagione 2006/07 dei biancoazzurri
IMPORTANTE, nel senso che la squadra e la società hanno fatto un passo determinante sotto il profilo della mentalità che ha permesso il salto di categoria e dando una precisa organizzazione per il prossimo campionato.
Si è tanto parlato di gruppo quest'anno: qual'è stato il momento decisivo?
Il gruppo e stato decisivo per tutto il campionato tutti avevano lo stesso obbiettivo,il risultato finale e' venuto prima di qualsiasi cosa personale e questo fa onore ai ragazzi. Comunque se devo indicare il momento decisivo in qui avevamo a portata di mano il campionato ,indico la partita di ritorno con il Nimis è stata fondamentale sotto ogni aspetto.
Un inizio un pò altalenante e poi la cavalcata: all'inizio avete avuto paura di ripetere gli ultimi due anni?
Se sono sincero sì, nel periodo in cui le cose non andavano tanto bene il pensiero andava alle ultime due sfortunate stagioni,ma mi rassicurava il fatto che i ragazzi ed il mister avevano la mentalità giusta per superare i momenti negativi e così è stato.
Chi è riuscito a dare qualcosa in più quest'anno, fermo restando che tutti hanno dato il 110%?
Restando dell'idea che si vince e si perde in tutti, dirigenti compresi, ogni giocatore ha dato il massimo; quantificare e fare dei nomi non sarebbe giusto.
Il colpo di mercato di quest'anno qual'è stato?
Tutti i ragazzi arrivati nuovi hanno fatto il loro dovere, sia sul piano tecnico che comportamentale, se devo fare un nome dico Nicola Alessio che è arrivato a dicembre, con un grosso infortunio alle spalle, ma quando e' stato chiamato a sostituire i titolari infortunati nel periodo più importante della stagione, ha fatto la differenza.
Una mia curiosità: ha influito molto la presenza di "Lele" per portare ad Artegna Oscar Martarello?
Sicuramente i fratelli Martarello sono molto uniti sia nella vita che nello sport, quindi giocare assieme e' importante per loro, ma penso che oltre a questo è stato il progetto Arteniese a stimolare Oscar e poi c'eravamo promessi anni fa di fare ancora una stagione assieme per vincere.
Un'anticipazione senza fare nomi: cosa state preparando per il prossimo anno?
Stiamo allestendo una squadra che possa affrontare il prossimo campionato senza tanti patemi, gran parte della rosa verrà confermata con 4-5 innesti di categoria, a mio avviso la prossima stagione sarà difficile, tra molti derby e squadre organizzate che ci renderanno la vita molto dura.
Quali possono essere gli obiettivi?
Mantenere la categoria come obbiettivo principale partiamo per salvarci, se poi si possono raggiungere altri obbiettivi, vedremo durante il campionato anche perchè sono dell'idea che non bisogna fare come si dice un passo più lungo della gamba. Gli addetti ai lavori mi capiscono bene.
Sono in vista partite interessanti: Tarcentina, Riviera, Cassacco, Reanese, quale sarà il derbissimo del prossimo anno?
Sicuramente il derbissimo del prossimo anno sarà con il Riviera,per me personalmente la partita con la Tarcentina riveste qualcosa di molto particolare.
Chi non lasceresti mai andare via da Artegna?
Sotto il lato amicizia non lascerei andare mai via nessuno, ma siccome alla fine contano i risultati non lascerei mai andare via tutti quei giocatore che lottano per la maglia che indossano, che hanno gli stimoli giusti e condividono gli obbiettivi della società.

giovedì 17 maggio 2007

Dieci domande a Xotto Michele

La matematica non è mai stata il mio forte, ed infatti invece di fare dieci domande ne ho fatte undici perchè ho cannato i conti...
Alla festa ti ho visto molto "felice": che effetto fa vincere con la squadra del proprio paese?
È stato qualcosa di veramente stupendo, difficile da spiegare, ma penso che tutti quelli che hanno vissuto gli ultimi tre anni dell’Arteniese possano capire, soprattutto dopo aver perso per due anni consecutivi lo spareggio per i play off… Se poi la squadra in cui ti trovi è addirittura quella del tuo paese…
Hai girovagato molto in questi anni: riepiloghiamo un attimo.
Ho fatto le giovanili nell’Arteniese, e dopo un anno in prima squadra sono passato all’Arcobaleno Osoppo e con la rappresentativa ho partecipato al torneo delle province.Dopo aver trascorso altri due anni ad Artegna intervallati da uno Cassacco, sono passato definitivamente al Cassacco dove abbiamo vinto il campionato.Dopo breve apparizione nella Stella Azzurra Attimis e un anno di fermo obbligato, mi sono trasferito al Moruzzo dove siamo riusciti in una mezza impresa: vinto i play off e portato la società per la prima volta nella sua storia in seconda.Poi due stagioni nel campionato carnico con la Stella Azzurra e il rientro alla base, dove ho trovato una nuova società e un ambiente ideale.
Sappiamo per certo che oltre che giocare in porta ti piace fare l'attaccante: c'è una minima affinità tra i ruoli?
Di affinità non ce ne sono molte, considerando anche che il ruolo del portiere è quasi “un altro sport”… In porta ci sono finito per caso, per “sostituire” un certo Raffaello Balzo, e siccome poi il mio fiato non mi consente grandi tenute, mi devo accontentare di giocare fuori solo nella squadra di calcio a 5.
Preferisci giocare con la squadra del paese, o andare in curva allo stadio?
Sono due cose diverse, però poter partecipare al gioco è molto meglio che stare a guardare…
Hai in mano un biglietto per la finale di Champions tra l'Udinese e il Barcellona, e contemporaneamente c'è la partita per la promozione: che fai?
Fortunatamente questo non potrà mai accadere, certo è che sarebbe proprio un bel dilemma.Magari cercherei di fare di tutto per rimandare una delle due partite…
A livello dilettantistico avendo visto diverse realtà, il calcio è passionale o "mercenario"?
Devo ammettere purtroppo che ho visto molti giocare esclusivamente per soldi e squadre costruite solamente attorno al denaro.Fortunatamente però esiste ancora la passione per il calcio come sport di gruppo in molte situazioni, come ad esempio l’esperienza che ho vissuto a Moruzzo e quella in questi ultimi due anni ad Artegna.
Fino a che punto ti può portare la passione per il calcio?
La mia passione per il calcio è infinita, è parte di me, mi ha fatto crescere e maturare molto, ed è anche per questo che spero di avere la possibilità di rimanere il più a lungo possibile in questo mondo, soprattutto in altre forme visto la “carriera” di calciatore praticamente agli sgoccioli.
Cosa ti auguri per il prossimo campionato?
Innanzitutto auguro una grande stagione all’Arteniese, piena di quelle soddisfazioni che tutta la società si merita, poi al sottoscritto auguro solo di avere la possibilità di portare avanti una certa sua idea…
Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato?
Ritengo di essere fortunato per aver giocato con molti giocatori forti, ma considerando il calcio un gioco di squadra non ho alcun dubbio: la squadra più forte con cui ho giocato è stata quella di questa stagione, percui i migliori giocatori sono stati: Kozikowsky, Alessio, Baiutti, Bonora, Cargnelutti, i Filaferro, i Martarello, i De Monte, Lizzi, Marangoni, Del Fabbro, Novello, Sandri, Tomasino, Zilli, Zuliani, Serafini. Sperando di non aver dimenticato qualcuno…
E quello che ti ha messo più in difficoltà come avversario?
Più che di avversari, purtroppo mi ricordo di persone della mia stessa squadra che mi hanno messo in difficoltà: in un caso si trattava di un presidente, nell’altro di un compagno di squadra.
La parata più importante che hai fatto da quando giochi.
Solitamente sono molto critico con me stesso e tendo a soffermarmi più sugli errori che sulle belle parate.Però due parate in particolar modo mi sono e mi rimarranno a cuore: la prima è stata la parata di un rigore a pochi minuti dalla fine di un derby tra Artenise e Gemonese juniores regionali che ci ha permesso di vincere per 2 a 1, con noi ultimi in classifica e loro che con quel risultato avrebbero poi chiuso il campionato al secondo posto.La seconda è stata quella di questa stagione nel ritorno di Nimis-Arteniese, a pochi minuti dal termine un salvataggio sulla linea che ha permesso di portare a casa i tre punti e staccare ancora di più gli allora secondi in classifica. A fine partita mi ha fatto capire che anch’io nel mio piccolo ho contribuito a questa splendida impresa!!! E chi c’era alla fine di quella partita può capire….

giovedì 10 maggio 2007

Dieci domande a Lizzi Renzo

A sinistra: Renzo com'era; sotto com'è!!!
Questa settimana abbiamo intervistato un personaggio che è legato all'Arteniese da sempre, Renzo Lizzi.
E’ molto tempo che sei nel giro, hai ancora voglia di andare avanti?
A volte viene meno l’entusiasmo perché le cose non vanno come si vorrebbe e allora giunge il fatidico “...mollo”, ma poi basta un piccolo cenno di ripresa per farti tornare a lottare per quello che ti piace tanto... Direi che se il gruppo di lavoro mantiene il carattere che lo ha caratterizzato negli ultimi anni non ci sarebbe motivo per non continuare. Comunque ora dipende anche da tanti altri fattori e varianti. La voglia di continuare comunque rimane.
Hai visto passare tante dirigenze: cosa pensi dell'ultimo gruppo?
Come ho detto sopra il gruppo di lavoro è stato vincente. Non dobbiamo guardare solo al lavoro fatto con la prima squadra, ma anche a tutto il lavoro svolto con le squadre giovanili. I ragazzi sono molti e devo dire che ogni responsabile ha saputo dare il meglio nel saper gestire tante problematiche sorte in tutto l’anno agonistico, per non parlare del prima e post campionato... Vorrei che più persone si avvicinassero alla nostra società proprio a supporto di questa realtà.
Min è stato una colonna portante del calcio Arteniese: parlaci di lui.
Min... caro suocero... quante discussioni... fuori e dentro il campo! A modo suo è stato grande per la capacità che ha sempre avuto di coinvolgere la gente e di trasmettere il proprio amore per “La Polisportiva” a quanti incontrava. Di calcio “giocato” non aveva una gran competenza, ma aveva l’anima del sostenitore, l’altruismo di chi crede nei propri collaboratori e si offre senza mezzi termini, il magico senso commerciale che alla società tanto è servito.... Che dire di MIn ancora senza lodarlo troppo? Veramente ho già detto molto e poi non spetta proprio a me riconoscere tutti i suoi meriti. Per i difetti (non sportivi), in caso, sono a disposizione...
Anche a te questa domanda: hai visto passare per Artegna tantissimi giocatori, chi ti è rimasto più impresso?
Ce n’è molti, ma quello che ho ammirato di più e con il quale ho avuto un ottimo rapporto oltre il calcio, è il mitico... GIANNI CARRER. Portierone para tutto, grande uomo, onesto, sincero, disponibile, immancabile a partite ed allenamenti nonostante venisse da San Leonardo al Natisone a cavallo della sua Vespa. Con lui l’Arteniese ha vinto le più belle battaglie. Voglio ricordare solo un fatto: Gianni si è sposato una domenica nella quale si giocava una partita importante (non ricordo quale...). Al mattino era in chiesa con la morosa, nel pomeriggio era fra i pali...e dietro la sua porta c’era la sua neo-mogliettina. Oggi il comportamento ci fa un po’ tenerezza, ma allora era “dovuto” per dovere, ma soprattutto per piacere e vera passione!!!
Cosa vedi per il prossimo campionato?
Siamo già passati per la prima categoria, ma tanti anni fa. Oggi non è che sia più dura, credo che sia semplicemente “diverso”. Credo non sarà facile sia per i risultati che per l’organizzazione societaria, ma allo stesso tempo sono convinto che potremo fare un campionato di tutto rispetto, sempre che si mantenga a tutti i livelli serietà e collaborazione.
La passione non investe solo te ma tutta la famiglia, che effetto fa?
Credo sia un fattore ereditario, come per certe malattie... il tifo, ad esempio... e come tale si accetta. Il più delle volte è bello condividere con la famiglia interessi extra, comuni, non ti nascondo che a volte però diventa ingestibile... (quando tutti, per un motivo o per l’altro sono “al campo”, e casa c’è bisogno di qualcosa...). E qui, ad esempio, c’è lo zampino di Min...
Il momento più bello ed il più brutto di questi anni di calcio
I momenti più belli della mia presenza in “Polisportiva” sono sicuramente tutte le promozioni ad una categoria superiore. Chiaramente indimenticabile 86/87 dalla terza alla seconda. Momenti “brutti”... forse quelli passati immediatamente dopo aver volutamente abbandonato il Consiglio e la “Polisportiva” . Tutto mi mancava troppo...
Perchè un giocatore dovrebbe venire ad Artegna: qual è il miglior “slogan” da proporre?
Un giocatore ad Artegna dovrebbe venire per la serietà della Società e dei suoi rappresentanti. Per la storicità, per la continuità, per l’impegno di dirigenti e responsabili nel far crescere giovani promesse... Poi c’è la simpatia, le belle ragazze, il BELLISSIMO CAMPO..., il “Terzo Tempo”, e tanto altro ancora.
L'Arteniese non ha mai avuto grande fascino per i media nonostante i risultati, come te lo spieghi?
Bohhh? Credo che giornali e TV locali vadano “pressati” per ottenere qualcosa da loro e conoscere qualcuno “veramente interessato”... forse siamo sempre stati troppo discreti nel proporci oppure... non saprei.
Con i mezzi che ha, dove può arrivare la nave Biancoazzurra?
C’è qualcuno in famiglia che da piccolo ambiva a portare l’Artegna in serie A!!!Ora dalla 1° categoria ci vogliono quante promozioni consecutive per arrivarci?!? A parte gli ottimismi, credo che una buona 1° categoria comporti il giusto livello di impegno per una società come la nostra. E sarebbe comunque anche un buon trampolino di lancio per qualche promettente giovane delle squadre giovanili.

giovedì 3 maggio 2007

Dieci domande a Spaggiari Carlo

Questa volta siamo andati a cercare un ex calciatore dell'Arteniese primi anni 80, Spaggiari Carlo, già visto in una delle foto storiche precedentemente pubblicate e che sotto le mentite spoglie di Sixty, ci ha fatto non poco soffrire per capire chi fosse.
L'intervista è una piccola vendetta per il giochetto che per quasi una settimana, almeno personalmente, mi ha tenuto sulla graticola!
Ti sei divertito a prenderci per il naso? Che effetto ti ha fatto rivederti in quella vecchia foto?
Ah, quanto mi sono divertito! Ma la colpa è tutta di chi mi ha segnalato l’esistenza del blog e la presenza di quella vecchia foto (vero “Since 67”?). Mi auguro che nessuno si sia sentito preso in giro, anche se qualche partecipante alla “caccia” iniziava a dare segni di intolleranza…..ma si sa, la curiosità non è solo femmina! Ed io in queste situazioni mi ci butto a capofitto.Rivedere quella foto è servito a ricordarmi di qualcuno che si è perso di vista e di tutti con qualche anno in meno (e per molti anche con un tot di chili in meno!) … e poi il grande MIN! (quanta passione ci metteva !!!!!)
In che anni hai giocato ad Artegna? Ruolo?
Tre stagioni: dal 1979 al 1982. allora i ruoli avevano altri nomi rispetto ad oggi: c’era il libero,lo stopper, il mediano… ed io ero un terzino che a volte faceva il “jolly” (un modo elegante di chiamare i “tappabuchi”) e anche con lo sfizio di fare qualche gol…(possibilmente sotto le gambe del portiere!).
Qual era la formazione tipo?
Beh, quella che ricordo meglio iniziava con: FORTE, FORTUNATO (l’inizio era tutto un programma!) Poi al numero 3 arrivavo io e … crollava il palco.
Chi aveva qualcosa in più tra quelli con cui hai giocato?
Cominciamo subito a far arrabbiare quel permaloso/orgoglioso di Dario Ermacora (non fategli leggere queste righe!): anche se ormai a fine carriera il migliore era sicuramente SIRI : una spanna sopra tutti, classe ed eleganza in cabina di regia. Ora sta a Pignot76 esibire le prove.
L’ambiente all’interno dell’spogliatoio com’era?
Passano gli anni ma mi sembra che, da quello che sento e leggo, la “grande famiglia” dell’Arteniese sia sempre molto unita, in campo e fuori. Complimenti a chi ha trovato il nome alla “cosa”: ci sono voluti almeno trent’anni ma “TERZO TEMPO” è proprio il titolo giusto! Ci avessimo pensato prima…Allora il chiosco era aperto solo per le partite e noi ci trasferivamo a pochi metri: “la Bettola” del dopo terremoto era proprio lì (lato ovest del campo), oppure “da Luciano”, “Al fogolar”, o nelle taverne di giocatori e dirigenti…
Vedi ancora qualcuno di quegli anni?
Sono in contatto con molti ex-compagni e tutti sono in attesa di una “CHIAMATA” a raccolta. Vediamo di organizzarla (o qualcuno sta già lavorando?) Attendo segnali sul sito! (Questo è un velato messaggio alla dirigenza per organizzare una bella festa per il compleanno della Società, ndr)
Un aneddoto di quelle stagioni passate ad Artegna.
Aneddoti? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle frasi celebri: “Credevo di avere un amico!” (Dario Ermacora quando rifiutavi l’invito a cena) alla scena di Sandro Comini che, a fine allenamento, si sedeva su una vecchia sedia messa sul piatto della doccia e fino a quando scendeva acqua calda intonava le sue canzoni (orfano di Frizzi e Tonazzi, in un bel costume adamitico…). Oppure Marco Piovesan, volutamente lasciato a piedi ad Ospedaletto dopo una seratona, e recuperato al passaggio a livello di Campolessi mentre rientrava a casa seguendo i binari della ferrovia (“è la via più corta per arrivare a casa!”)
Sappiamo che giochi ancora: è così dura a morire la passione per il rettangolo verde?
So che non è corretto rispondere ad una domanda con un’altra domanda ma sono costretto: perché mollare? E poi quando sei un”over” la partita passa in secondo piano e diventa un pretesto per darsi appuntamento. Se poi giochi o meno non ha molta importanza e allora, passati i primi 90 minuti, diamo il meglio di noi stessi, così il gruppo cresce ed è sempre meno disposto a mollare. E se lo dice uno che pur di rimanere nel gruppo è finito in porta (ma se la caviglia ,“vissuta” come l’ha definita l’ortopedico, darà segni di miglioramento alle cure…allora…forse….). a proposito: sta per partire un torneo over 45; se qualcuno ha l’età e se la sente, si faccia vivo!
Da uno a dieci quanto ti piace il calcio di oggi?
MENO dieci quello professionistico, quello dilettantistico lo seguo poco ma mi sembra che solo le realtà “sane” possano sperare in un futuro roseo.
Che differenze ci sono tra il gestire una società negli anni 80 e oggi?
Quando giocavo ad Artegna, contemporaneamente facevo il cassiere/tesoriere di una società di categoria superiore. Ho visto cose che mi hanno fatto riflettere ed allontanare dal quel calcio che tutto era meno che dilettantistico (capisci perché non gradivo la domanda?). Certamente allora era più facile trovare degli sponsor ed esistevano i “magnati” del calcio locale. Ora mi sembra che ci si sia nuovamente ridimensionati e mi fa piacere vedere una realtà come l’Arteniese che, passati parecchi anni, continua sui giusti binari. Ritengo che sia la ricetta che la farà avere successo per lungo tempo.

mercoledì 18 aprile 2007

Dieci domande a Luca De Monte

Dopo aver saltato l'appuntamento di settimana scorsa per ovvi motivi, torniamo alle vecchie abitudini con l'intervista questa volta ad un giovane: Luca De Monte.
In primis, come mai il soprannome "Muse di Gome".
Una persona che giocava con noi l’anno scorso, di cui non pronuncio il nome, mi ha detto “Muse di Gome” in una serata particolarmente alcolica, e da li… In principio, il mio nick era Mvbdemo17 (Mvb si dovrebbe capire cosa significa, no???)
Giocare nell'Artegna è un vizio di famiglia: hai cominciato per emulazione o per passione per il calcio?
Ho cominciato a giocare a calcio dopo un lungo indottrinamento da parte del papà e del fratellino… Se avessi seguito i consigli di mia madre, ora indosserei una tutina bianca attillata e volteggerei come un airone…
Non hai sempre giocato ad Artegna se non sbaglio: ci dici dove?
Arteniese
97/98 Udinese
98/99 Udinese
Arteniese
Riviera (Mio Dio, mai più!!!)
Ateniese
Il mix tra giovani e meno di solito funziona: ti senti integrato nel gruppo?
Si... Anche perché mi sono sempre sentito a mio agio e preso in considerazione all’interno dello spogliatoio…
Che effetto fa giocare col proprio fratello?
Una cosa, proprio, guarda…Ogni tanto mi sembra di toccare il cielo con un dito!
A parte gli scherzi: Non fa nessun effetto particolare… Si è solo consci di avere sempre vicino un sostegno prezioso per qualsiasi occasione… Bella o brutta che sia…
Tralasciando Sheva e Van Basten perchè sarebbe troppo facile, chi sono i tuoi punti di riferimento calcistici?
Avendoli già nominati ed esclusi nella domanda, mi metti in difficoltà!!! Comunque oltre a questi due, ho sempre apprezzato molto Alan Shearer e adoro Pippo Indaghi! Quest’ultimo perché i suoi punti di forza sono quelle qualità calcistiche di cui sono quasi completamente privo. Per esempio l’opportunismo, il crederci sempre insomma…
Domanda "Marzulliana": il tuo sogno calcistico nel cassetto.
Un giorno vorrei diventare un giocatore continuo dal punto di vista del rendimento… A volte mi guardo allo specchio e mi sembro Recoba… NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Come ti gestisci il sabato sera prima di una partita importante?
Per ora la mia età mi permette di fare più o meno quello che voglio nel fine settimana… Tra qualche anno magari inizierò a tenermi in forze per le partite, già dal sabato… Forse…
Fosse successo al Milan e non alla Juve di finiore in B quest'anno, come avresti reagito?
Essendo un tifoso sfegatato ed esigente, sarei moralmente distrutto…
Ipotetica sfida Arteniese-Milan: al 90° rigore per l'Artegna sullo 0-0 e lo devi tirare tu, che fai?
Cerco di non sbagliarlo!

giovedì 5 aprile 2007

Dieci domande a Marco Sandri



Oggi per la nostra intervista abbiamo pensato di torturare la memoria storica della squadra, nel senso che ha la stessa età della società e che oramai si sono persi i conti delle partite giocate con questa maglia: Marco Sandri.

Hai la stessa età dell'Arteniese: che effetto ti fa?
Che effetto vuoi che mi faccia, del tempo che passa, quindi se nessuno me lo fa notare non ci penso proprio anche perché non c’è nessun merito o pensiero da fare per una coincidenza… se non quella che “qualcuno di famiglia” ai tempi oltre a metterci parecchio per la mia “creazione”, così fece anche per quella dell’Arteniese… hehehehehe

Oltre alla passione, cos'è che ti spinge ad andare avanti?
È il mio modo di prendere la vitae di pensare che mi da non la forza ma bensì il piacere di continuare.

In questi anni, l'attaccante che più ti ha fatto soffrire chi è?
I più datati se lo ricorderanno: Di Lena… giocatore molto completo e di grande lealtà e onestà sul rettangolo di gioco ma anche Muzzolini Ivano, mio compagno un paio di anni fa, me lo ricordo come un attaccante di grandi qualità.

Come mai ti chiamano Happy?
Dopo vari storpiamenti e nomignoli si è giunti al prodotto finito… o quasi: Happy o Peppino per gli amici, ma comunque deriva da mio modo di prendere la vita, con il sorriso sulle labbra.

Di questo gruppo cos'è che ti piace?
Il giusto mix tra giovani e meno giovani in ogni occasione (post partite ed allenamenti) siamo sempre in molti a restare, accompagnati anche da molte “afficionadas” che ci sopportano, ma anche grande disponibilità dei nostri “chioscari”… fondamentali. Importantissima la tradizione oramai cementata di andare a mangiare insieme alla fine dell’ultimo allenamento settimanale… e tutti sappiamo perché.

Personalmente il giocatore che mi ha stupito di più ad Artegna è Crapiz Maurizio, per te chi è stato il più "grande" fino ad oggi?
Troppo facile… Avere un compagno nei dilettanti, un giocatore che aveva doti tecniche che il 90% dei calciatori di serie A non hanno, non può non farlo diventare un onore aver potuto giocare con lui: Maurizio Crapiz… pensate che eravamo talmente arrivati ad un livello di esigenza nei suoi confronti che se dopo tre punizioni dal limite non ne aveva segnata almeno una, eravamo capaci di “incazzarci” con lui… hehehe…benevolmente ovviamente e comunque non ci faceva arrabbiare più di tanto, al massimo segnava alla quarta!

Ma come fai tutte le sere a tirate tardi e poi il giorno dopo essere più lucido di chi va a dormire con le galline?

Lasciamo stare questo argomento, non sarebbe professionale., ne di insegnamento per i più giovani, ne di rispetto per gli avversari (Risata, ndr). Comunque una cosa semi-seria la vorrei dire a riguardo: ragazzi: se volete fare un’ora in più ok, non sono certo io a dirvi di no, soprattutto se siete in dolce compagnia ma lasciate stare la bevande perché per quella non c’è rimedio ne la bravura ne l’esperienza.

Un suggerimento per gli acquisti al nostro Ds.
Finchè sarò dall’altra parte della barricata no mi permetterò di dare suggerimenti sulla campagna aqcuisti ed il presidentepuò confermare, primo perché non sarebbe corretto, secondo perché il nostro staff tecnico, in pole in nostro Ds, non hanno bisogno di consigli, sanno sbagliare anche da soli!!!

Chi non faresti mai andare mai via da Artegna?
I presidente e tutta l’organizzazione che è riuscito a creare praticamente dalle ceneri di quella società che tanto bene aveva fatto a livello sportivo ma tanto a veva lasciato a desiderare per quel che riguarda la creazione di un progetto per il futuro e della quale fui l’unico superstite.

Per quanto tempo ci terrai compagnia ancora?

Cristo Santo che domanda triste, mi sembra di essere destinato ad un altro mondo (Mi sto toccando, lo ammetto). Per me questa società e soprattutto per queste persone ci sarò sempre, cambierà solamente il “ruolo” con cui mi accosterò ad esse.

giovedì 29 marzo 2007

Dieci domande al Barman Superpiù

Oggi il protagonista dell'intervista non è un giocatore ma bensì il nostro carissimo Barman Superpiù alias Stefano, un elemento indispensabile, uno dei personaggi che fanno da collante allo splendido gruppo di quest'anno.
Chi è riuscito a tirarti dentro questa avventura e da quanto ti ci cimenti (non il ds...)?
Cinque anni fa ho incominciato a seguire ogni domenica le partite dell'Arteniese...Il buon Massimo Marangoni ha notato questo mio interesse e mi ha chiesto se avevo voglia di dare una mano nella nuova dirigenza,ho subito accettato con molto entusiasmo....oramai è da cinque anni che faccio parte di questa bellissima FAMIGLIA.
Pur non giocando ti senti parte dello spogliatoio?
Questo dovrebbero dirtelo i ragazzi!!!…Personalmente mi sento parte di un grande gruppo..passo più tempo con la squadra che con la mia famiglia!!!Con tanti giocatori ci troviamo anche al di fuori dell’ambito calcistico.Ormai è anni che quasi tutte le festività e ferie si passano assieme.
Da dove nasce la tua passione per i cocktails?
Dopo anni dalla parte del consumatore ho voluto saltare al di là del banco!!!….non è male…dalla mia parte si notano tante cose….si tiene tutto sott’occhio!!!Fidati…
Hai abbandonato la tua fede calcistica per i colori biancoazzurri?
..Biancoazzurro Arteniese…Rossonero Milanista…i miei colori preferiti!
Il chiosco come momento di aggregazione post partita: è utile per cementare ancora di più il gruppo?
…CERTAMENTE SI!…Diciamo che è il luogo dove vengono prese le decisioni più importanti,dove si pianifica tutta la stagione.Oltre a luogo di ritrovo e di festeggiamenti è stato anche luogo per chiarire eventuali incomprensioni che possono nascere in una stagione lunga 10 mesi…ma anche luogo per cementare amicizie……e per piacevolissime bevute!!!…come si dice…Se i muri potessero parlare!!!
Il segreto per un buon Americano?
…più ne bevi e più son buoni!!!
Un aneddoto di questa stagione
…La cosa più divertente da quando esiste il $uperaperitivo Pos-partita nel Kiosco è che non passa una domenica che un giocatore avversario non chieda di poter venire a giocare ad Artegna…GIURO!!!
Possono confermare anche il Press e il DS!
Oramai il Post-Partita Arteniese è famoso in tutto il mondo del calcio dilettanti….e non solo!
Da non giocatore come vedi il gruppo di questa stagione?
La forza è Proprio il Gruppo. Quest’anno si rema tutti dalla stessa parte…Tutti vogliamo il Bene dell’Arteniese!
Hai qualcosa di particolare in caso di raggiungimento dell'innominabile traguardo?
Sicuramente!!!Sarà qualcosa da ricordare……ti posso solo dire che non mancherà da bere!!!
CHI E' CINZIA?!?!?
….CINZIA CINZIA CINZIA CINZIA…è un tifosa che quest’anno ci ha portato molta fortuna….possono confermartelo anche mdg,Astolfio e Mix!!!!!

giovedì 22 marzo 2007

Dieci domande al Presidente

Continua la rubrica delle dieci domande, questa volta tocca al Presidente.
Ma tu non eri quello che non doveva impegnarsi per troppo tempo?
Si è vero, ho sempre preferito fare il battitore libero, però qualche anno fà mi sono innamorato della causa eh... ho trovato tanti amici che hanno condiviso con me questa bella cosa e cerco di viverla ogni giorno come fosse l'ultimo.Lo farò fino a che mi vorranno e fino a quando avrò la giusta voglia...
Il tuo più bel colpo di mercato, non solo di questa stagione
Per fortuna di mercato ora se ne occupa il nostro DS, con il quale c'è grande amicizia e collaborazione e che ha tutta la nostra fiducia, a ragione direi... visto i risultati, oltre che grande voglia di fare... però, quando me ne occupavo io, posso dirti che ricordo la squadra che ha stravinto il campionato di terza, costruita da zero con quattro lire...ecco, tra le cose azzeccate c'è sicuramente quella, poi però lasciamo perdere gli errori/orrori degli anni seguenti... ah beh, grande acquisto è stato il Barista... eh si quello l'ho preso io!!!
Non hai mai giocato moltissimo ad ARtegna ma sei rimasto sempre legato a questi colori: cos'è che te lo ha permesso?
E' vero, però ho fatto parte, dopo la trafila delle giovanili, per due anni di un gruppo fantastico dove ho davvero imparato molto dentro e furoi dal campo... poi non c'era spazio e me ne sono andato (presero Manzin...), la voglia di rivincita per questa cosa me la porto ancora dentro... e se non ho potuto vincere da giocatore cercherò di farlo da dirigente...
Il gruppo di quest'anno cosa ha in più rispetto a quelli passati?
Due parole: ordine e metodo!!! Complimenti a chi l'ha costruita questa squadra, alla squadra, e al Mister che è davvero bravo... (tanto Lui non si monta la testa, è uno equilibrato...)
Vedi qualche giovane del settore giovanile prossimo ad esplodere?
Vedo il nipote di Andrea De Monte... un allievo molto promettente se mette un pò la testa a posto...
Cosa vorresti fare per avvicinare ancora di più il paese alla squadra e riempire le tribune?
Mi verrebbe da rispondere "cambiare paese"!!! Ci sono tante persone alle quali non siamo simpatici... però ci sono più persone che ci vogliono bene... a Nimis sabato ce n'erano veramente tante... e questo ci rincuora.
L'immagine che dà il nuovo impianto ha influito sulle scelte della società?
Il nuovo impianto deve ancora essere ultimato... per ora ci consente di svolgere bene l'attività, ma solo quando sarà finito lo potremo sfruttare bene... si ha influito, ora non siamo semplici dirigenti di una squadra di calcio ma siamo anche gestori di una piccola aziendina chiamata "impianto sportivo"... quindi tanto tanto lavoro in più!!!
Sei scaramantico? Se si, quali sono i tuoi riti? Se no, non fare finta di toccare ferro!!!
Sono super scaramantico! Sono pieno di riti di tutti i tipi; non li rivelo neanche sotto tortura!
Ti sei pentito di qualche scelta fatta, presente o passata?
Ritengo che i pentimenti facciano parte del modo di pensare delle persone deboli... quindi non ne ho! C'è invece del rammarico per tante cose accadute in questi anni: una su tutti è l'esonero di Ezio Cescutti, cosa che mi ha fatto davvero male dentro (come a Lui purtroppo..)... è e resterà per sempre un Amico dell'Arteniese oltre che mio personale!
Qualcuno dei tuoi ragazzi può puntare in alto?
In alto, se permetti, ce li portiamo noi...

giovedì 15 marzo 2007

Dieci domande a...

Comincia oggi questa nuova rubrica, dove verranno poste dieci domande a dei personaggi a caso del mondo pallonare Arteniese e partiamo con una delle bandiere degli ultimi anni, cittadino di Artegna "ad Honorem" per la sua dedizione alla causa, ovvero Max Novello.
Prima domanda facile facile: da quanto tempo giochi ad Artegna?
Questo è il 12° o 13° campionato.
Tra i tanti compagni con cui hai giocato, chi ti è rimasto più impresso?
Mirko Baron, Ale (Marangoni, ndr), Beto (Torres Alberto, ndr), Piras, Fabello, quelli con cui ho fraternizzato di più.
Si sono alternate tante presidenze, quali le similitudini?
Bhè, la miglior gestione è l'attuale, iniziata con l'avvento di Lizzi, più organizzata, più dinamica, più presente...
Come mai tanti anni ad Artegna?
Per riconoscenza, perchè sto bene, perchè hanno creduto in me, perchè otto anni da capitano non essendo di Artegna...
Hai mai pensato di cambiare aria?
Si, ricordo un campionato dove ad allenamento eravamo solo io, te (Pignot76, ma questa è un'altra storia..., ndr) e Bianco che faceva da allenatore: retrocessione e successiva risalita da fenomeni!
In questi anni quale Mister ti ha lsciato i più bei ricordi?
Senza dubbio Cescutti.
Quando smettarai cosa farai?
Ci penserò alla fine di questo campionato...
Dei giovani, quale secondo te ha più prospettive?
Quest'anno è facile, Zilli.
Un aneddoto.
Non mi sono gustato il giro in elicottero... ma non ci tengo a rifarlo!
Un posto da dirigente ti interesserebbe?
Al momento non ci penso, sono ancora un giocatore in attività che ha voglia di giocare e divertirsi.